Lapo Ferrarese
© Lapo Ferrarese - 2014

Martedì January 26th

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“La luminosa apparenza delle cose cela qualcosa di terrificante. Esseri misteriosi e imperscrutabili provenienti da un’altra dimensione, un inquietante cavallino di legno, una  disperata missione di salvataggio che si trasforma in un incubo claustrofobico. Tre racconti che richiamano le magiche atmosfere di Ai confini della realtà, capaci di trascinare il lettore in un  universo di fenomeni inspiegabili, dove ombre, visioni spettrali e allucinazioni si allungano sulle nostre vite,  insinuandosi di soppiatto tra le maglie di una quotidianità che troppo spesso amiamo considerare nel suo  aspetto più logico e rassicurante. Ombre che aprono a un mondo oscuro e minaccioso, popolato dalle creature più folli che si possano  immaginare. Un mondo quasi sempre inaccessibile ai nostri occhi ma che, talvolta, lascia intravedere ciò che non dovrebbe mai essere scoperto Prezzo: 12,00 ISBN: 978-88-6358-004-4 PAGINE: 212 Anno pubblicazione: 2008 Phasar Edizioni
“Un’enorme figura dalla fisionomia umana, nera come la notte più buia, torreggiava silenziosa sul lato destro della carreggiata; un’ombra ciclopica che arrivava in altezza fino agli ultimi piani di uno dei palazzi più alti e che sembrava placidamente appoggiata con la schiena al muro esterno.” Questo primo racconto è anche il più vecchio dei tre. Si tratta di una storia volutamente semplice: al protagonista accade qualcosa di strano e inaspettato (la visione di alcuni misteriosi esseri che sembrano materializzarsi dal niente) e soprattutto senza alcuna spiegazione. Dopotutto, anche nella vita reale, non tutto ha sempre una motivazione chiara ed esplicita, come invece nei film. L’aspetto che più mi interessava descrivere erano le reazioni del protagonista all’evento e alle sue ipotizzabili conseguenze. È il mistero che irrompe nella vita di un uomo qualunque e ne sconvolge gli equilibri. Senza un perché apparente. Ed è lo stesso mistero che si conclude senza, nuovamente, un vero motivo. Nelle mie intenzioni è un racconto che si muove sulle atmosfere di "Ai confini della realtà". Avrei potuto forse “allungare” il racconto descrivendo una vera e propria invasione della Terra, sullo stile di John Windham (lo scrittore inglese che ha fatto dell'invasione aliena il suo cavallo di battaglia)? Forse sì, chissà. Ma non sarebbe stato ciò che avrei voluto scrivere. Non essendo Windham, il rischio era di tirare fuori un racconto da film di serie B, e non era certo questa l’intento. Qualche lettore è riuscito a intravedere in questo racconto più chiavi di lettura: ad esempio, la rappresentazione dell'ignoto; il mondo che cambia senza preavviso; la differenza tra chi riesce ad adeguarsi agli eventi improvvisi e chi invece ne rimane schiacciato. Il finale si gioca tutto su un colpo di scena: il ritrovamento di un biglietto e una breve frase che farà capire al protagonista terrorizzato che, forse, non è solo ad affrontare il mistero. La recensione di Danilo Arona a “Ombre” e al racconto “Una strana invasione “Qualcosa lo costrinse a svegliarsi. Tendendo l’orecchio tra le pieghe dell’oscurità si poteva captare un suono lontano, lieve e incostante, una specie di fremito incontrollato che sembrava provenire dalle pareti stesse dell’appartamento. Trattenne il respiro per sentire meglio quel suono raggelante. Sapeva cos’era. Per quanto il buon senso, in un angolo della sua mente ancora ottenebrata dal sonno, gli suggerisse che non poteva trattarsi di quel che temeva, che stava soltanto sognando a occhi aperti, in qualche modo sapeva di aver ragione. L’aveva riconosciuto. Quella vibrazione ovattata proveniva dallo sgabuzzino in fondo al corridoio. Era come il ronzio di una vespa rinchiusa in un bicchiere capovolto, quando batte contro il vetro per trovare una via di fuga.” Il secondo racconto è stato scritto quasi di getto in pochi giorni. L'ho subito considerato praticamente perfetto così com'era venuto fuori, infatti non ho toccato quasi niente in fase di revisione. La storia si basa sul duello psicologico tra un bambino e un cavallo giocattolo con le ruotine che presenta anche altre inquietanti caratteristiche. Specialmente di notte. Si tratta di una vera e propria sfida tra i due, in un crescendo drammatico che arriva fino all'età adulta del protagonista. Il racconto affronta le paure infantili che ognuno di noi ha avuto: la paura del buio, dei mostri acquattati sotto il letto, dei pupazzi o dei giocattoli spaventosi. Nel buio della cameretta, poco prima di addormentarsi, un gioco fino a quel momento “innocuo” diventa, nell’immaginazione del bambino, improvvisamente cattivo e l’intera atmosfera della casa immersa nell’oscurità è pervasa da un brivido sottile di terrore. A differenza del primo racconto, più soft, “Il cavallo di legno” avrebbe la pretesa di trasmettere un filo di ansia e una manciata di paura. Così, se mentre lo leggete, soprattutto di sera, vi verrà l’impulso di sobbalzare a ogni rumore o cigolio o di voltarvi a scrutare nel buio alle vostre spalle... beh, allora avrò colto nel segno.  “Mi pareva quasi di sentir respirare, là dietro. Poi un odore penetrante, mai sentito, mi colpì, un odore che avrei associato a qualcosa di vivo e fetido. Sono reali. Dio mio, qui sotto vive davvero qualcosa. E uno di loro è proprio dietro il cunicolo.” Il terzo racconto ha avuto una lunga gestazione e subito diversi rimaneggiamenti nel corso del tempo. È la storia di due intrepidi minatori impegnati in una disperata missione di salvataggio, una vera e proprio corsa contro il tempo, dopo un grave incidente nella miniera in cui lavorano. Per raggiungere un collega rimasto intrappolato saranno costretti a percorrere dei vecchi cunicoli d’areazione ormai dimenticati, ovviamente stretti e bui. Cunicoli che tra l’altro – guarda i casi della vita – sembrano abitati da insolite e pericolose creature amanti del buio e del silenzio. Il racconto risente senza dubbio di tre fattori: la mia innata claustrofobia, il primo “Alien” (che avrò visto e rivisto decine di volte) e soprattutto una lunga e stretta soffitta che c’era un tempo nella casa dei miei genitori. Correva esattamente sopra il corridoio principale e aveva il soffitto così basso che dovevamo tutti piegarci in due per percorrerla. Il fatto che fosse poi particolarmente buia (perché illuminata solo da una fioca lampadina centrale) ne faceva la fonte d’ispirazione ideale per mostri ed esseri d’ogni genere. Da quella “location” ho tratto, visivamente, la descrizione dell'ambientazione dei cunicoli percorsi dai due protagonisti. (*) Un particolare ringraziamento va comunque al mio amico Roberto (nonché mio fedele lettore) per il suo ormai memorabile sogno di tanti anni fa, senza il quale questo racconto non sarebbe mai esistito. (*) Nota: proprio quella storica soffitta è stata in seguito uno dei “protagonisti” del secondo capitolo della successiva raccolta pubblicata da Galaad Edizioni (“Incubi. Racconti horror”). Il titolo del racconto è (appunto) “Mostri in soffitta” (il cui booktrailer è visibile qui). L'illustrazione di copertina è dell'ottimo Massimiliano Guadagni, che ha interpretato al meglio i tre racconti e l'atmosfera del libro.
Una strana invasione Ombre. Racconti del brivido (Phasar Edizioni, 2008) - Lapo Ferrarese Ordina su Phasar Il cavallo di legno Cunicoli