Lapo Ferrarese
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IL COMPLOTTO e altri racconti: recensione di Francesco d’Atri (03/09/2014)

“Ho letto il suo libro e, non le nascondo, con qualche diffidenza perchè non amo i gialli, nè libri d'azione, nè i polizieschi. Mi sono quindi accostato alla lettura dei suoi racconti con una certa pigrizia e non poca diffidenza. Ma poi... Dopo le prime pagine ho dovuto rivedere le mie posizioni e la lettutra è stata fruibilissima e veramente molto gradevole. Fruibile per quella leggerezza che un pò aleggia nelle pagine e per quel tono ironico, un pò surreale, a volte dissacrante che colora le storie. Si tratta di racconti noir, certamente, ma un noir delicato, elegante, raffinato e mai esplicito, fuori dagli ovvi stereotipi del "giallo". Mi è piaciuta molto la figura del protagonista - narratore alle prese con una vita e con relazioni sociali e convenzioni verso le quali mostra segni di insofferenza; ho avvertito in lui una sorta di non appartenenza, di dis-agio in una realtà rumorosa e insolente di cui riesce però a cogliere anche il lato comico nelle ripetitività alienante di situazioni e gesti. C'è poi sempre nei suoi racconti un doppio binario: REALTA' E SOGNO. Senza poter distinguere fino in fondo dove termina la prima e inizia il secondo: un entrare ed uscire da una dimensione ad un'altra senza mai perdere però il senso delle cose ed il filo della narrazione. I racconti che hanno particolarmente catturato la mia attenzione. Il primo [”Il gattaio”] è fruibilissimo per quel tanto di paradossale e ahimè estremamente vero che accompagna il racconto. Una realtà invadente che oltrepassa sovente il limite della civile e tranquilla convivenza. Interessante anche il fatto che, fino alla fine, non si palesa la natura e l'entità della sottile e crudele vendetta. “Il Complotto" mi ha preso particolarmente per il senso di disagio che nutriamo nel rapporto con la realtà la quale spesso si trasforma in una sorta di "surrealtà" dove le dinamiche dell'esistenza (anche le più ovvie) sembrano assumere i connotati di un vero e prorpio incubo. La storia di Paul [”Paul Is Dead, ma anche no”] è raccontata in modo diverso dal consueto e diventa così una storia "altra" da quella conosciuta: un banale incidente che sovverte le regole del gioco... “Equivoco mi ha fatto sorridere per la trovata efficacissima di osservare noi stessi, diventati animali preistorici, da distanze siderali. L''umor nero del racconto del notaio [”Il notaio”] che fotografa esattamente il desiderio e l'impulso inconscio (o conscio) di ciascuno di noi di mettere freno, con metodi diretti ed efficacissimi, all'arroganza e alla superficialità con cui ci sentiamo trattati dai simili. E poi ... e poi ... “L'ascensore” e "Il furbo". Belli ed efficaci. Ecco tutto. Complimenti ancora. Grazie per avermi regalato momenti di gradevole lettura. di Francesco d’Atri  
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