Lapo Ferrarese
© Lapo Ferrarese - 2014

Martedì January 26th

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“Nei racconti di Lapo Ferrarese le paure più profonde diventano incubi reali che sconvolgono per  sempre la vita dei protagonisti. Un poliziotto e tre rapinatori sono vittime di ignote forze malefiche  al termine di un inseguimento in aperta campagna. Una soffitta dai misteriosi poteri e una  creatura terrificante perseguitano un adolescente rimasto solo durante la notte. Un ricevimento in  una villa abitata da inquietanti presenze si trasforma per alcuni ospiti in una trappola mortale.  L’autore si addentra negli oscuri labirinti della mente umana per denudarne fragilità e ossessioni, meschinità e cinismo. Con uno stile avvincente e un’immaginazione onirica e visionaria, le sue  short stories ci mostrano gli abissi di orrore che si nascondono sotto la superficie della realtà.” Prezzo: 13,00 ISBN: 978-88-95227-47-4 PAGINE: 180 Anno pubblicazione: 2010 Galaad Edizioni
“Si sentiva osservato. Tirò fuori la torcia, prese un bel respiro e la accese, puntandola nel buio. Poi avvertì un rumore molto più vicino, una specie di ansito. Fu a quel punto che spense la torcia e, cercando di non far rumore, cominciò a indietreggiare.” In questo primo racconto l'agente Peters, il protagonista, è coinvolto di notte nell'inseguimento di alcuni rapinatori. Nella fuga l'auto dei tre balordi abbandona la statale per addentrarsi in una strada di campagna e, successivamente, in una strada sterrata sempre più immersa nella boscaglia e nel buio. Nei pressi di una radura d'un tratto l'auto dei rapinatori esce di strada e l'agente ha buon gioco, sotto minaccia della pistola, nel farli scendere e costringerli a sdraiarsi nell'erba. Sembra un arresto di ordinaria amministrazione. Nel chiamare i rinforzi Peters si accorge tuttavia di non avere la minima idea di dove si trovi e di non saper dare indicazioni precise ai colleghi. Si è perso. In aperta campagna, di notte, senza punti di riferimento, comprende di essere solo, seppure armato, contro tre malviventi intenzionati a fuggire sfruttando questa sua debolezza. Ma non è tutto. Ben presto Peters si accorge che, nascosto tra gli alberi, c'è qualcuno o qualcosa che sta osservando la scena. Nell'oscurità tutt'intorno a loro si nasconde infatti un'inquietante e spaventosa minaccia che costringerà i quattro uomini a coalizzarsi per cercare di sopravvivere. Questo racconto mi è stato ispirato da uno di quei filmati Real Tv, tipo "Most Shocking" o "Cops". In uno di quei video di inseguimenti ripresi dalla telecamera delle auto della polizia americane, un poliziotto si ritrova esattamente nella scena iniziale descritta nella storia: dopo aver arrestato dei rapinatori finiti fuori strada, nel chiamare i colleghi si accorge di non sapere dove trovarsi. In quel momento mi sono chiesto: "e se... durante un arresto come quello accadesse anche qualcos'altro di più misterioso?". Per i più curiosi il video è questo. “Qualcosa stava scivolando giù dal muro! Sembrava una macchia di sporco che stesse colando dal piano di sopra, rapida ma inesorabile, senza alcun rumore. Ma non era tanto quello a incuriosirlo, quanto il fatto che la "cosa" sembrava cambiare direzione volontariamente.” Questo secondo racconto è dedicato all'appartamento dove ho vissuto con i miei genitori e mio fratello per diversi anni. Si tratta in effetti di una sorta di "tributo" agli anni dell'infanzia e a una casa che non c'è più. In quel periodo quell'appartamento così grande, con le stanze alte e ampie, il corridoio lungo, la soffitta stretta e buia in cima alle scale, mi ha sempre un po' "ispirato" un'atmosfera da mostri e fantasmi. Lo stesso palazzo, antico, signorile e così austero, con quelle scalinate in pietra grigia e le cantine immense, incuteva davvero una sorta di timore reverenziale. Allora ho provato a immaginare cosa avrebbe potuto succedere a un ragazzino che, mentre dorme da solo in un appartamento del genere, venisse svegliato in piena notte da un rumore e da una corrente d'aria provenienti dalla soffitta. Ovviamente una soffitta con caratteristiche davvero singolari e per niente rassicuranti... “Laggiù, nella parte della villa disabitata e immersa nell'oscurità, qualcuno aveva spostato le tende da una finestra del terzo piano e si era affacciato a guardare fuori. Era una figura diafana, quasi indistinta, con il volto incorniciato da lunghi capelli bianchi fluttuanti nel vento. C'era qualcosa di sbagliato in quel che vedeva, qualcosa di alieno e freddo. Poi la figura sparì nuovamente dietro le tende, nell'oscurità da cui era venuta.” In quest'ultimo racconto la percezione stessa della realtà viene minacciata e deviata da oscure forze che albergano in una vecchia villa. Durante un importante ricevimento, infatti, alcuni invitati che oltrepassano la zona abitabile, piena di luci e persone, e si addentrano nei corridoi bui e nelle stanze chiuse della villa vanno incontro a una serie di eventi sovrannaturali. Eventi che, per un preciso disegno, minacceranno non solo la vita degli sventurati ospiti, ma la loro stessa esistenza nel continuum spaziotemporale e quindi il loro ricordo in chi rimane. Lo spunto per questo racconto mi è stato fornito da un evento accadutomi a diciassette anni durante una festa trascorsa, insieme ad altri amici, in un'antica villa sulle colline di Firenze. Già la villa di suo era grande, tenebrosa e piena di scale, stanze, saloni e loggiati. Aggiungiamoci che si vociferava di un fantasma, di quadri che cadevano al centro della stanza e di rumori notturni abbastanza inquietanti. In un contesto del genere il fatto di essermi ritrovato per scommessa in un corridoio buio, vicino alle cantine, cercando di aprire una vecchia porta che collegava il loggiato alla limonaia e che chissà perché aveva deciso di non aprirsi non è stato proprio il massimo della vita. Così come non lo è stato sentire d'un tratto la porta accanto (che guarda caso comunicava con l'interno della cripta sottostante la villa) sussultare come se ci fosse stato qualcuno che stesse cercando di aprirla a forza dall'interno. Non credo di essere fuggito a gambe così levate come quella volta. Il fatto curioso è stato poi scoprire che, dalla parte interna della cripta (dove abbiamo deciso di intrufolarci per verificare che non ci fossero intrusi), la stessa porta non si muoveva di un millimetro sebbene spinta o strattonata con energia. Anche per questo libro l'illustrazione di copertina è stata realizzata dal grande Massimiliano Guadagni, che ancora una volta è riuscito a rappresentare al meglio i tre racconti e la loro atmosfera. Un ringraziamento anche a Valeria Greco per la cura e la professionalità dell’editing.
Verdetto Mostri in soffitta La villa Incubi Racconti horror (Galaad Edizioni, 2010) - Lapo Ferrarese Guarda il BookTrailer Guarda il BookTrailer